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Il mistero della Medaglia d’Oro al Valore Militare

Il 2 luglio 1952 sulla Gazzetta Ufficiale dellaRepubblica Italiana, sotto il titolo “Ricompense al valormilitare Medaglie d’Oro” è scritto : «Paternò delle SciareLudovico di Giuseppe e di Fusco Aida, da Castellammaredi Stabia (Napoli), classe 1908, capitano di cavalleria dicomplemento, partigiano combattente. – Dopo l’armistizio,seguita la via dell’onore e del dovere, partecipavaattivamente al movimento militare di resistenza e molto sidistingueva in Roma e nel Lazio, come animatore, comecapo di guerriglia, rendendo anche preziosi servizi nelcampo informativo. Caduto in mani tedesche e duramenteseviziato, manteneva contegno fiero ed esemplare,apertamente rivendicando la dignità del suo grado militaree la sua responsabilità di comandante di formazioni.Condannato a morte si imponeva, con il suo atteggiamentoalla ammirazione degli stessi tedeschi. Fortunatecircostanze ed il rapido precipitare degli eventi glisalvarono la vita. — Zona di Roma, settembre 1943-giugno 1944.»(1)

In queste poche righe è condensato il testo dellarichiesta ufficiale per l’attribuzione della Medaglia d’oro,formulata dal generale Angelo Odone, ugualmenteinternato a Via Tasso, già firmatario della richiesta perl’attribuzione dell’Ordine Militare di Savoia. Il Capitano diCavalleria Ludovico Paternò delle Sciare fu a capo diformazioni partigiane, di ispirazione militare e monarchica,quaranta bande secondo la relazione del generale Odonee confermato da numerose testimonianze che abbiamoanalizzato nel corso del libro.Tuttavia questa medaglia non fu mai notificataall’interessato ed un silenzio totale è sceso su questaattribuzione, come se non fosse mai avvenuta. Idocumenti in nostro possesso indicano esattamente ilcontrario.